Pinza di crimpatura 97 53 04
Ogni tipo di pinza Knipex si riconosce dalle prime due cifre del suo codice, stampigliate sull’utensile.
Pubblicato il 24 marzo 2026
In breve
Quando si apre la borsa di un elettricista nel 2026, ci sono buone probabilità di trovarci almeno una pinza con impresso il logo rosso e blu di Knipex. Per la scelta concreta tra pinze e cacciaviti, il confronto Knipex, Wiha o Wera arriva più in fretta al verdetto sul campo.
Il marchio tedesco, nato nella cantina di un fabbro nel 1882, è diventato il primo produttore mondiale di pinze professionali.
La sua storia è quella di un’ossessione familiare tramandata per quattro generazioni: produrre la pinza migliore possibile, senza mai delocalizzare, senza mai diversificare oltre il proprio core business.
Questo articolo ripercorre l’intera traiettoria, dal primo maglio acquistato a Cronenberg fino alle innovazioni recenti come il TwinGrip e il passaggio all’acciaio verde.
Un percorso che fa luce anche sulla filosofia di uno strumento che ogni professionista dell’elettricità maneggia quotidianamente.
140 anni
Di esistenza senza interruzioni
59 000
Pinze prodotte al giorno
4 generazioni
Della famiglia Putsch al comando
100 %
Fabbricato a Wuppertal
Pour comprendere Knipex, bisogna prima capire da dove viene l’azienda. Cronenberg è un quartiere arroccato di Wuppertal, nella regione del Bergisches Land, in Renania Settentrionale-Vestfalia.
Questo territorio collinoso, ricco di corsi d’acqua con forti dislivelli, ha ospitato per secoli una densa industria metallurgica, alimentata dalla forza idraulica dei ruscelli che scendono verso la Wupper.
Già dal XVI secolo, Cronenberg contava decine di fucine e mulini (i famosi Schleifkotten) azionati da ruote idrauliche.
All’apice di questa industria, si contavano 16 magli idraulici e 31 officine di molatura lungo i ruscelli intorno al Krähenberg, oltre a quasi 300 fabbriche e più di 700 fabbri nel settore.
La tradizione della forgiatura vi è attestata almeno dal 1050, data della prima menzione scritta di “Cronberga” in un atto dell’abbazia di Werden.
Ancora oggi, Cronenberg resta la sede di produttori di utensili riconosciuti a livello mondiale: Knipex per le pinze, Wera per i cacciaviti, Stahlwille per le chiavi dinamometriche, Picard per i martelli.
Questa concentrazione eccezionale di sapere metallurgico non è un caso: affonda le radici in secoli di trasmissione artigianale, di specializzazione progressiva e di concorrenza stimolante tra vicini.
È in questo terreno fertile industriale che Carl Gustav Putsch decide, nel 1882, di creare la propria fucina.
La storia comincia modestamente. Carl Gustav Putsch si installa nella cantina di casa sua a Cronenberg con un compagno e due apprendisti.
La loro produzione iniziale si concentra sulle tenaglie da carpentiere e sulle pinze da maniscalco, strumenti essenziali in una Germania in piena industrializzazione in cui il cavallo resta il principale mezzo di trasporto.
Il lavoro è interamente manuale. L’acciaio viene riscaldato nella forgia, poi martellato a mano per dargli la forma desiderata. La finitura si fa alla mola.
Le giornate sono lunghe, la produzione limitata, ma la qualità del lavoro attrae una clientela locale.
Conseil
Il nome “Putsch” era estremamente comune nella regione di Cronenberg. È proprio questa banalità che spingerà più tardi la famiglia a cercare un nome di marca distintivo, dando origine al nome “Knipex”.
Nel 1900, Carl Gustav Putsch compie un passo decisivo: acquista il suo primo maglio a caduta (Fallhammer).
Questa macchina, che permette di forgiare i pezzi con la caduta di una massa pesante, moltiplica la produttività rispetto al lavoro manuale. Ma genera anche vibrazioni considerevoli.
La leggenda dell’azienda racconta che tutta la casa tremava quando il maglio funzionava, al punto che si dovette costruire un’officina separata sul terreno vicino per salvare le stoviglie e la pace domestica.
Nel 1914, l’organico raggiunge sette dipendenti. La Prima guerra mondiale rallenta l’attività senza interromperla del tutto.
Nel 1922, Carl Gustav Putsch muore, ed è suo figlio Carl Putsch a riprendere la guida dell’azienda. È l’inizio della seconda generazione.
Sotto la direzione di Carl Putsch (figlio), l’azienda passò dallo stadio artigianale a quello di piccola fabbrica. Nel 1927, 27 dipendenti producevano circa 7 000 pinze a settimana, un volume considerevole per l’epoca.
Fu Carl Putsch che, nel 1942, depositò il marchio “Knipex”.
La scelta del nome non fu casuale: il cognome Putsch, essendo onnipresente nella regione (come Dupont in Francia), richiedeva un nome commerciale distintivo per differenziarsi dalle decine di altri produttori di utensili del Bergisches Land.
“Knipex” combina una sonorità germanica incisiva con una desinenza in “x” che evoca la tecnica e la precisione.
| Periodo | Dirigente | Generazione | Organico approssimativo |
|---|---|---|---|
| Periodo 1882-1922 | Dirigente Carl Gustav Putsch | Generazione Fondatore (1ª) | Organico approssimativo Da 1 a 7 dipendenti |
| Periodo 1922-1954 | Dirigente Carl Putsch | Generazione 2ª generazione | Organico approssimativo Da 7 a 27 dipendenti |
| Periodo 1954-1996 | Dirigente Karl Putsch (e Ilse) | Generazione 3ª generazione | Organico approssimativo Da 27 a 800 dipendenti |
| Periodo 1996-oggi | Dirigente Ralf Putsch | Generazione 4ª generazione | Organico approssimativo Da 800 a 1 800+ dipendenti |
Le quattro generazioni della famiglia Putsch alla guida di Knipex
Nel 1954, Karl Putsch, nipote del fondatore, prese le redini dell’azienda. Era un ingegnere appassionato, e il suo arrivo segnò una svolta tecnologica importante.
Dove i suoi predecessori avevano costruito una buona fucina regionale, Karl trasformò Knipex in leader europeo.
La sua strategia si basava su due assi: modernizzare a fondo i processi di produzione (automazione progressiva, controllo qualità sistematico) e ampliare costantemente la gamma di pinze.
Fino ad allora concentrata su tenaglie e pinze classiche, la produzione si apre a nuovi tipi di utensili da presa, taglio e crimpatura.
Sua moglie Ilse, entrata in azienda nel 1951, ha un ruolo determinante nella gestione e nello sviluppo commerciale. Insieme portano Knipex al rango di leader del mercato europeo delle pinze.
La storia di Knipex è costellata di innovazioni che hanno ridefinito ciò che una pinza poteva fare. Ognuna di queste invenzioni ha risolto un problema concreto incontrato dai professionisti sul campo.
Nel 1973, Knipex lancia l’Alligator, una pinza multiuso di un nuovo genere.
Il suo meccanismo a ganasce autobloccanti permette di afferrare sia pezzi rotondi (tubi) sia pezzi angolari (dadi) senza che l’utilizzatore debba mantenere una pressione costante sulle impugnature.
È un progresso ergonomico considerevole per gli idraulici e gli installatori che lavorano per ore sui raccordi.
La Cobra, lanciata nel 1984, è probabilmente il prodotto più emblematico di Knipex.
Questa pinza multiuso introduce un sistema di regolazione a pulsante che permette di regolare in modo fine e rapido l’apertura delle ganasce.
Basta premere il pulsante e far scorrere la ganascia per trovare la posizione desiderata tra 25 scatti di regolazione.
Le ganasce sono dotate di denti appositamente temprati per induzione a circa 61 HRC (durezza Rockwell), il che conferisce loro una capacità di presa eccezionale sulle superfici lisce come i tubi cromati.
Il sistema di autobloccaggio evita qualsiasi scivolamento accidentale.
Dal 1984, la famiglia Cobra non ha smesso di ampliarsi.
Oggi la si trova in molte dimensioni, dalla Cobra XS da 100 mm (abbastanza piccola da stare in una tasca dei pantaloni) fino ai modelli da 560 mm per i lavori pesanti.
La Cobra resta il prodotto di punta di Knipex e uno strumento che la maggior parte degli elettricisti ha nella propria borsa.
La XS è solo un’estremità della famiglia: Knipex ripropone la stessa ganascia su un’intera gamma di lunghezze.
Nel 1988, Knipex lancia il Cobolt, un tronchese compatto il cui sofisticato sistema di trasmissione della forza moltiplica fino a 20 volte la forza manuale dell’utilizzatore.
Il tutto in un formato compatto, molto lontano dai tradizionali tronchesi ingombranti.
Nel 1994, Knipex inventa un utensile completamente nuovo: la chiave a pinza (Zangenschlüssel).
Né chiave né pinza nel senso classico, questo utensile combina ganasce parallele lisce (che non lasciano segni sulle superfici) con un meccanismo a cricchetto.
Può sostituire un set completo di chiavi fisse in molte situazioni, serrando o svitando dadi e raccordi senza rovinarne la superficie.
La pinza chiave si è affermata tra elettricisti, idraulici e meccanici.
La sua capacità di afferrare saldamente senza segnare le superfici cromate o verniciate la rende uno strumento particolarmente apprezzato per il lavoro sui quadri elettrici e sui raccordi sanitari.
| Innovazione | Anno | Contributo principale |
|---|---|---|
| Innovazione Alligator | Anno 1973 | Contributo principale Ganasce autobloccanti per pezzi tondi e angolari |
| Innovazione Cobra | Anno 1984 | Contributo principale Regolazione a pulsante, 25 scatti, autobloccaggio |
| Innovazione Cobolt | Anno 1988 | Contributo principale Tronchese compatto, moltiplicazione della forza x20 |
| Innovazione Pinza chiave | Anno 1994 | Contributo principale Ganasce parallele lisce, sostituisce un set di chiavi piatte |
| Innovazione ErgoStrip | Anno 2016 | Contributo principale Strumento di spellatura universale 3 in 1 |
| Innovazione TwinGrip | Anno 2021 | Contributo principale Presa frontale e laterale, viti danneggiate |
| Innovazione Cobra XS | Anno 2020 | Contributo principale Pinza multiuso funzionale di soli 100 mm |
| Innovazione KNIPEXtend | Anno 2024 | Contributo principale Interfaccia modulare sulle impugnature per accessori |
Cronologia delle innovazioni principali di Knipex
Nel 1996, Ralf Putsch, pronipote del fondatore e quarta generazione della famiglia, assume la direzione generale dell’azienda.
Era entrato in Knipex già nel 1987, il che gli ha lasciato il tempo di imparare il mestiere sotto la guida del suo predecessore.
Il suo orientamento strategico è chiaro: internazionalizzare massicciamente l’azienda senza mai delocalizzare la produzione. Sotto la sua direzione, la quota del fatturato realizzato all’estero passa da livelli modesti a oltre il 60 % del totale.
L’acquisizione di Rennsteig-Werkzeuge nel 1991 merita una menzione particolare. Questa azienda della Turingia, specializzata in utensili da taglio, spellatura e crimpatura, ha ampliato considerevolmente il catalogo Knipex.
Rennsteig è diventato il primo fornitore europeo nella sua gamma di prodotti, che include anche gli utensili a percussione.
ORBIS e WILL, le altre due acquisizioni, producono pinze con i marchi dei loro clienti (marchio bianco), il che permette al gruppo di occupare anche questo segmento di mercato senza diluire il marchio Knipex.
Nel 2007, Knipex festeggia i suoi 125 anni. Il bilancio è spettacolare: le vendite sono raddoppiate in dieci anni, 800 dipendenti producono 45 000 pinze al giorno, distribuite in più di 100 paesi.
Knipex è ufficialmente diventata il primo produttore mondiale di pinze.
Nel 2010, l’azienda riceve il premio economico di Wuppertal per “Impresa dell’anno”, che premia allo stesso tempo l’innovazione, la crescita e l’impegno locale.
Nel 2019, Knipex si aggiudica il prestigioso “German Sustainability Award” nella categoria delle medie imprese, un premio che riconosce le aziende che combinano successo economico, responsabilità sociale e protezione dell’ambiente.
Nel 2022, per il 140° anniversario, i numeri sono cresciuti ulteriormente: oltre 1 600 dipendenti a Wuppertal, di cui più di 75 apprendisti, e una produzione giornaliera di 59 000 pinze.
La gamma attuale comprende circa 100 tipi di pinze, declinati in oltre 900 versioni che differiscono per lunghezza, forma e finitura. Questa profondità di catalogo è unica nell’industria dell’utensileria manuale.
Per gli elettricisti, la gamma più pertinente è quella degli utensili isolati VDE, delle tronchesi, degli spellafili e degli utensili di crimpatura, una famiglia che descrivo nel dettaglio con le pinze manuali Klauke K32 TWIST-it e K507 WF.
Pinza di crimpatura 97 53 04
Ogni tipo di pinza Knipex si riconosce dalle prime due cifre del suo codice, stampigliate sull’utensile.
Mais Knipex copre anche l’idraulica (Cobra, Alligator, chiavi serratubi), l’automotive (pinze per anelli elastici, pinze autobloccanti), l’elettronica (pinze di precisione) e settori specializzati come l’aerospaziale, il fotovoltaico e la fibra ottica.
Ogni pinza Knipex porta un numero di riferimento di cui le prime due cifre indicano il tipo. Per esempio: 87 indica le Cobra, 86 le chiavi pinza, 82 le TwinGrip. Questo sistema permette di orientarsi rapidamente in un catalogo molto ampio.
Per ogni elettricista professionista, gli utensili isolati costituiscono un equipaggiamento di sicurezza fondamentale.
Knipex produce un’ampia gamma di utensili certificati VDE, testati per il lavoro sotto tensione fino a 1 000 V in corrente alternata e 1 500 V in corrente continua.
Il VDE (Verband der Elektrotechnik, Elektronik und Informationstechnik) è l’associazione tedesca di elettrotecnica, fondata nel 1893.
I suoi marchi di certificazione garantiscono che un prodotto rispetti le norme di sicurezza e di qualità richieste per il lavoro su impianti elettrici sotto tensione.
Pinza universale VDE 02 06 225
L’impugnatura gialla e rossa non basta: solo il simbolo 1000 V certifica l’isolamento per il lavoro sotto tensione.
La norma di riferimento per gli utensili isolati è la DIN EN IEC 60900.
Ogni utensile isolato Knipex subisce un test di scarica a 10 000 V in corrente alternata prima di lasciare la fabbrica.
Questo test individuale, e non a campione, garantisce che ogni pinza consegnata resista effettivamente alla tensione nominale.
L’isolamento viene testato anche in condizioni di temperatura estreme (70 °C e -25 °C), nonché sotto sollecitazione meccanica (trazione e urto).
In aggiunta ai controlli interni, istituti esterni come il VDE verificano la conformità degli utensili ai criteri di certificazione.
Attention
Le impugnature bicolori rossa e blu di Knipex (o le nuove impugnature Comfort grigie) non sono isolate VDE. Solo gli utensili con impugnature gialle e rosse, contrassegnati dal simbolo 1000 V, sono certificati per il lavoro sotto tensione. Questa distinzione è fondamentale per la sicurezza su un cantiere d’installazione elettrica.
Knipex propone due varianti di isolamento: l’isolamento per immersione (la pinza viene immersa più volte in una plastica liquida, creando una guaina monoblocco) e la guaina multi-componente giallo-rossa, ergonomica e adatta a tutte le morfologie della mano.
Entrambe offrono lo stesso livello di protezione.
Per rendersi conto della scala di produzione e del livello di padronanza industriale, questo video ufficiale Knipex ripercorre il percorso dell’azienda e mostra il dietro le quinte della fabbricazione a Wuppertal.
Un punto distingue radicalmente Knipex dalla maggior parte dei suoi concorrenti: l’intera produzione resta a Wuppertal, nel sito storico di Cronenberg.
L’azienda rivendica un tasso di integrazione verticale vicino al 100 %, il che significa che ogni fase della produzione, dalla progettazione alla consegna dell’utensile finito, è gestita internamente.
Le ganasce delle pinze di presa subiscono un ulteriore trattamento di tempra a induzione che porta la loro durezza a circa 61 HRC, il che spiega la loro capacità di mordere l’acciaio inossidabile o le superfici cromate.
Knipex utilizza acciai speciali, principalmente acciaio al cromo-vanadio, la cui composizione è ottimizzata per ogni tipo di utensile. L’acciaio rappresenta la prima voce di materia prima ed è soggetto a un controllo rigoroso al ricevimento.
Per gli utensili da taglio (tronchesi, cesoie per cavi), l’azienda utilizza acciaio per utensili fortemente legato, trattato per raggiungere livelli di durezza elevati mantenendo una tenacità sufficiente a evitare la scheggiatura dei taglienti.
Questi strumenti accompagnano direttamente i gesti descritti in installare una presa elettrica: tagliare in modo netto, spellare senza intaccare, serrare senza danneggiare.
Nel 2016, Knipex lancia l’ErgoStrip, un utensile universale per la spellatura che combina tre funzioni di trattamento dei cavi in un unico strumento.
È la prima incursione significativa del marchio nell’universo specifico dell’installazione elettrica, al di là delle pinze classiche.
L’ErgoStrip permette di lavorare rapidamente ed efficacemente sui cavi rotondi, sui cavi piatti e sui cavi dati.
Lanciato nel 2021, il TwinGrip dimostra che la storia della pinza è ben lontana dall’essere finita. Questo strumento combina una presa frontale e una presa laterale grazie a un giunto scorrevole a cinque posizioni regolabile tramite pulsante.
Le sue ganasce frontali permettono di afferrare e svitare viti danneggiate o ossidate, un problema quotidiano nei cantieri di ristrutturazione elettrica.
Dal suo lancio iniziale in 200 mm, la gamma si è ampliata nel 2024 con versioni da 150 mm e 250 mm, offrendo una maggiore flessibilità a seconda delle situazioni.
Nel 2024, Knipex ha introdotto nuovi manici Comfort a tre componenti, sostituendo progressivamente i classici manici bicolore rosso e blu.
La novità principale è l’interfaccia KNIPEXtend integrata all’estremità dei manici, che permette di fissare accessori: clip ColorCode per identificare visivamente le proprie pinze, o clip TetheredTool per assicurare lo strumento con un laccio anticaduta (indispensabile per il lavoro in quota).
Knipex ha persino pubblicato i dati 3D dell’interfaccia per permettere agli utenti di creare i propri accessori tramite stampa 3D. Un approccio di apertura inusuale per un produttore di questa portata.
Knipex ospita nel suo sito di Wuppertal un museo di due piani su 800 m², dedicato alla storia dell’utensileria nel Bergisches Land.
Vi si trovano quasi 80 macchine storiche di grandi dimensioni (magli, smerigliatrici, banchi da lavoro d’epoca), oltre a utensili antichi, oggetti quotidiani e officine ricostruite che illustrano le condizioni di lavoro e di vita in questa regione industriale.
Questo museo, gratuito per i visitatori, testimonia l’attaccamento dell’azienda alle sue radici e alla trasmissione del patrimonio industriale regionale.
Da alcuni anni, Knipex ha intrapreso una svolta ambientale significativa.
L’azienda ha ridotto le proprie emissioni di gas serra di quasi il 40 % rispetto al 2020 e punta a una riduzione del 50 % entro il 2030, con l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2045.
La misura più significativa è il passaggio all’acciaio verde (Green Steel), un acciaio riciclato a basse emissioni. Knipex ha avviato questa transizione e l’ha completata nel 2025.
L’acciaio verde riciclato riduce le emissioni di oltre l’80 % rispetto all’acciaio primario prodotto dal minerale di ferro, mantenendo le proprietà meccaniche da cui dipendono i professionisti.
L’azienda ora pubblica l’impronta di carbonio del prodotto (PCF) di ogni pinza forgiata, direttamente sulle pagine prodotto del suo sito web.
Vengono mostrati due indicatori: la percentuale di acciaio riciclato utilizzato e le emissioni di CO₂ associate alla produzione.
Knipex ha installato pannelli fotovoltaici sui tetti dei suoi capannoni di produzione dal 2011 e recupera il calore residuo delle sue officine di ricottura per alimentare il sistema di riscaldamento.
L’azienda adotta un sistema di gestione dell’energia conforme alla norma ISO 50001 dal 2014.
Sul piano sociale, Knipex partecipa al progetto SEKEM di rinverdimento del deserto libico (oltre 49 000 alberi piantati) e sostiene la start-up Plastic Fischer, che intercetta le plastiche negli affluenti del Gange (oltre 70 tonnellate recuperate per conto di Knipex).
Conseil
Knipex privilegia i fornitori locali: il 48 % dei suoi fornitori ha sede in Renania Settentrionale-Vestfalia, e l’obiettivo è mantenere almeno l’85 % del budget di approvvigionamento in Europa.
Knipex-Werk C. Gustav Putsch KG è strutturata come Kommanditgesellschaft (società in accomandita), una forma giuridica comune per le imprese familiari tedesche.
L’azienda resta interamente detenuta dalla famiglia Putsch, senza azionisti esterni.
Questa indipendenza sul piano del capitale è rivendicata come un vantaggio strategico: consente di prendere decisioni orientate alla qualità e all’innovazione a lungo termine piuttosto che ai risultati trimestrali.
È questa filosofia che spiega, tra l’altro, il mantenimento dell’intera produzione a Wuppertal, mentre la delocalizzazione avrebbe potuto generare risparmi a breve termine.
Il gruppo Knipex impiega in totale più di 2 000 persone in quattro società di produzione tedesche (Knipex a Wuppertal, Rennsteig in Turingia, ORBIS nel Münsterland, WILL in Assia) e diverse filiali commerciali a livello internazionale.
Più di recente, SIB-Tooling è entrata a far parte del gruppo per rafforzare le competenze nella lavorazione meccanica.
| Entità | Localizzazione | Specialità |
|---|---|---|
| Entità Knipex (casa madre) | Localizzazione Wuppertal-Cronenberg | Specialità Pinze professionali (marchio Knipex) |
| Entità Rennsteig-Werkzeuge | Localizzazione Turingia | Specialità Utensili da taglio, spelatura, crimpatura e punzonatura |
| Entità ORBIS | Localizzazione Ahaus (Münsterland) | Specialità Produzione di pinze a marchio privato |
| Entità WILL | Localizzazione Neustadt (Assia) | Specialità Produzione di pinze a marchio privato |
| Entità SIB-Tooling | Localizzazione Germania | Specialità Lavorazione meccanica di precisione |
Composizione del gruppo Knipex nel 2026
Come elettricista nella regione di Parigi, uso quotidianamente diverse pinze Knipex.
La Cobra 250 mm è senza dubbio lo strumento che tiro fuori più spesso: serraggio di pressacavi, tenuta di raccordi, svitamento di pezzi ostinati.
La chiave a pinza 180 mm mi accompagna in ogni cantiere di quadro elettrico per il serraggio di morsetti e connettori senza segnare le superfici.
Retour de chantier
Ho avuto modo di provare alternative meno care su alcuni cantieri. La differenza di comfort si sente dopo qualche ora: l’affaticamento della mano è nettamente più marcato, e le regolazioni meno precise rallentano il lavoro. In una giornata completa di cablaggio di quadri, la qualità degli utensili ha un impatto diretto sulla produttività e sulla precisione del lavoro.
Per le riparazioni, il tronchese diagonale Knipex 160 mm VDE è il mio strumento da taglio principale sui cavi in rame fino a 4 mm².
Tronchese VDE 160 mm
È lo strumento da taglio principale negli interventi di riparazione: taglia il rame fino a 4 mm².
E per gli interventi su installazioni vecchie con viti e dadi corrosi, il TwinGrip è diventato uno strumento quasi indispensabile.
Ecco queste pinze riposte in una borsa da cantiere.
La domanda torna spesso: perché pagare di più per delle pinze Knipex quando esistono alternative? Il dibattito merita di essere posto con onestà.
Channellock, fondata nel 1886, è il concorrente storico americano.
Le sue pinze multipresa a giunto scorrevole (“tongue and groove”) sono robuste e meno care, ma il loro sistema di regolazione è nettamente meno preciso di quello delle Cobra.
Anche la finitura e la durezza delle ganasce sono inferiori. Per un uso occasionale domestico, Channellock fa il lavoro.
Per un professionista che usa le sue pinze 8 ore al giorno, la differenza di comfort e durabilità giustifica la differenza di prezzo.
NWS, altro produttore tedesco con sede a Solingen, propone pinze di qualità comparabile a prezzi leggermente inferiori. La scelta tra i due marchi è spesso questione di preferenza personale.
NWS è particolarmente apprezzato per le sue pinze trancianti.
Il confronto Knipex vs Wiha è un argomento che ho trattato in dettaglio. Wiha eccelle nei cacciaviti e negli utensili isolati, ma non produce pinze multiuso. I due marchi sono complementari piuttosto che concorrenti per un elettricista.
Ciò che distingue fondamentalmente Knipex è la specializzazione. L’azienda produce solo pinze da 140 anni.
Questa concentrazione totale su un solo tipo di utensile, combinata con un tasso di integrazione verticale vicino al 100 % e con un investimento continuo in ricerca e sviluppo, produce un livello di qualità e innovazione difficile da eguagliare per i produttori generalisti.
La storia di Knipex illustra un modello industriale controcorrente rispetto a molte tendenze attuali. Dove altre aziende si sono diversificate, Knipex è rimasta concentrata sulle pinze.
Dove altre hanno delocalizzato, Knipex produce ancora a Wuppertal. Dove altre hanno aperto il proprio capitale, la famiglia Putsch resta al comando da quattro generazioni.
Questo modello ha un costo: le pinze Knipex sono tra le più care del mercato. Ma per i professionisti che le usano quotidianamente, rappresentano un investimento più che una spesa.
Uno strumento che dura anni, che non scivola, che non affatica la mano e che rispetta le superfici di lavoro è uno strumento che fa risparmiare tempo ed energia a ogni utilizzo.
Per gli artigiani elettricisti come me, è anche una forma di rispetto del mestiere: lavorare con i migliori strumenti disponibili significa prendere sul serio la qualità del proprio lavoro e la sicurezza dei propri clienti.
Nel campo dell’elettricità, dove ogni connessione serrata male può avere conseguenze gravi, la qualità dell’attrezzatura non è un lusso. Per completare la borsa sul lato misurazione, confrontate poi Fluke e Chauvin Arnoux.
“Quattro generazioni, un solo mestiere. La pinza Knipex è forse lo strumento più sottovalutato della mia borsa — eppure quello che uso di più.” — Theo, elettricista
3 domande
InterattivoQuiz: la storia di Knipex in cifre chiave
3 domande per verificare i punti essenziali
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Tutte le pinze Knipex sono prodotte a Wuppertal-Cronenberg, in Germania, nello stabilimento storico fondato nel 1882. L’azienda non ha mai delocalizzato la produzione.
Ralf Putsch, pronipote del fondatore Carl Gustav Putsch, guida l’azienda dal 1996. Rappresenta la quarta generazione della famiglia alla guida di Knipex.
No. Solo gli utensili con impugnature gialle e rosse, contrassegnati dal simbolo 1000 V, sono certificati VDE per il lavoro sotto tensione. Le impugnature rosse e blu (o le nuove impugnature Comfort grigie) non proteggono dalle scosse elettriche.
La Cobra (1984) ha una regolazione a pulsante con 25 posizioni di scatto e un bloccaggio automatico. L’Alligator (1973) ha ganasce autobloccanti con un giunto scorrevole classico. La Cobra è più versatile, l’Alligator è più semplice da usare.
Nel 2022 (ultimi dati pubblicati per il 140° anniversario), Knipex produceva circa 59 000 pinze al giorno a Wuppertal.
Produzione 100 % tedesca, tasso di integrazione verticale vicino al 100 %, acciai speciali, trattamenti termici spinti (61 HRC sulle ganasce), controllo qualità a ogni fase, ricerca e sviluppo continui. Ogni pinza è il risultato di un processo industriale esigente, non di un semplice assemblaggio.
È un’interfaccia modulare integrata nelle nuove impugnature Comfort, che permette di fissare accessori: clip colorate per identificare i propri utensili, o clip di sicurezza anticaduta. I dati 3D dell’interfaccia sono disponibili per creare i propri accessori.
No, Knipex è esclusivamente specializzata nelle pinze e negli utensili di presa, taglio e crimpatura. Per i cacciaviti, i marchi complementari sono Wera e Wiha.
L’acciaio verde (Green Steel) è un acciaio prodotto a partire da materiali riciclati con un processo a basse emissioni. Knipex ha completato la transizione verso questo acciaio nel 2025, riducendo le emissioni legate alla materia prima di oltre l’80 % rispetto all’acciaio primario classico.
Fonti e riferimenti
Guide pratiche su impianti elettrici, diagnosi dei guasti e scelta degli utensili di lavoro, verificate secondo le norme tecniche di questa edizione nazionale.
Pinza chiave KNIPEX 86 03 180: capacità 35 mm, 13 posizioni, isolamento, ergonomia e impieghi verificati per l’elettricista professionista.
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Guida Pinza KNIPEX 87 51 180: recensione per elettricisti Pinza multipresa KNIPEX Cobra ES 87 51 180: scheda tecnica, presa in mano, regolazione a pulsante, formato 180 mm e quadro d'uso reale. Leggi la guida
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